Quarto appuntamento Donnae

Sabato 16 e domenica 17 novembre sarò a Manfredonia per il quarto appuntamento di Laboratorio Donnae.

Ho da subito capito quanto fosse importante per me essere presente a questi incontri, a prescindere dal luogo o dalle date in cui questi si svolgevano. La priorità per me è (ed è stata) essere lì, presente fisicamente e mentalmente.

Ogni appuntamento ci permette di affrontare tematiche che QUI ED ORA consideriamo IMPRESCINDIBILI. Continua a leggere

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#TISALUTO

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.

In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.

Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto. Continua a leggere

Gioconda Belli e il senso di sè

Mi piace di tanto in tanto rileggere parti di testi e romanzi che, negli anni, mi sono annotata.

Mi piace, ora, l’idea di condividere pubblicamente questa personale selezione.

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Gli autori scelti sono esclusivamente autrici.

I temi sono decisamente attuali, anche se spesso pubblicati prima che io nascessi.

Non farò nessuna presentazione né commento, sono perfetti e chiari così come sono. Il mio contributo rischierebbe di rovinarli.

E ora…. Buona lettura, partendo con Gioconda Belli – poetessa, giornalista e scrittrice nicaraguense

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Questa non è la mia idea di Italia giusta.

Questa mattina leggo per caso un post (questo) nel sito del Pd.

L’immagine utilizzata è la locandina di un cartone animato, The Brave (Ribelle), uscito nelle sale cinematografiche qualche mese fa.

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Ma gli uomini del Pd, con questa immagine, vogliono dirci che le loro candidate sono brave, non ribelli. Sorvolo sulla tristezza del gioco di parole (davvero creativi questi comunicatori…) e mi soffermo invece sul messaggio che arriva: noi uomini garantiamo che loro, le donne scelte, sono brave.

E chi ci garantisce che il 60% degli uomini scelti sia bravo? Nessuno, ovviamente. Ma il Pd non si accontenta e fa di più.

Infatti con fierezza affermano: “solo il Pd ha il 40% di donne eleggibili. Se non ora mai”.

Concordo. Infatti se il Partito Democratico non ha capito ora che le donne vogliono il 50% di presenza nelle liste elettorali, non lo capirà mai più.

Di che cambiamento si parla? Questa non è la mia idea di Italia giusta.

#SAVE194 e la creatività delle donne

L’11 giugno leggo un post collettivo che invita a tenere alta l’attenzione sul 20 giugno, giorno in cui “L’articolo 4 della 194 sarà all’esame della Corte Costituzionale che ne dovrà esaminarne la legittimità, in quanto violerebbe  gli articoli 2, (diritti inviolabili dell’uomo), 32 I Comma (tutela della salute) e rappresenta una possibile lesione del diritto alla vita dell’embrione, in quanto uomo in fieri”.

So subito da che parte stare. Pubblico qui il post di Loredana Lipperini, Giorgia Vezzoli, Giovanna Cosenza , Lola, Chiara Lalli,

Lorella Zanardo, Dol’s.it, Si fa presto a dire mamma, Femminismo a Sud e poi condiviso su tanti altri blog

… e inizio a scrivere su twitter #save194 in tutte le salse

A lanciare l’hashtag #save194 su twitter è stata proprio Loredana Lipperini, seguita poi da tante tantissime persone, principalmente donne.

#SAVE194 diventa Trend Topic e ne hanno parlato anche su Repubblica, Il Fatto Quotidiano e altri. Continua a leggere

L’Onu ha capito che in Italia è femminicidio, e noi?

I casi di femminicidio in Italia stanno aumentando giorno dopo giorno, come viene monitorato in maniera più o meno convincente nel blog Bollettino di guerra.

Ma ancora non si legge, non si sente, non si pronuncia la parola femminicidio.
Forse qualcosa cambierà ora che Rashida Manjoo, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, ha affermato pubblicamente che “il femminicidio è la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni”. E se lo dice l’Onu, IO DONNA, de Il Corriere della Sera, fa un’inchiesta….

Sono contenta che ci siano passi avanti, anche istituzionali. Ma spero che non si debba ogni volta partire da capo. Quello detto da Manjoo, per molte non è nulla di nuovo. Molte hanno lavorato tanto, hanno portato questo tema nelle piazze reali e virtuali. Mi sento in dovere di dare spazio anche a questo, non solo alle dichiarazioni dell’ONU. Anche in questo consiste il riconoscimento. E io sono riconoscente all’UDI che nel 2010 ha detto Stop femminicidio con la campagna nazionale: Staffetta di donne contro la violenza sulle donne. Se non sapete di cosa si tratta vi consiglio vivamente di informarvi qui

Dopo la campagna Udi anche altre associazioni o singole donne si sono unite nella lotta al femminicidio, ma inutile ripetermi… vengono silenziate dai media!

Difficile veramente difficile!

L’8 marzo è vicino.

Il mio augurio è che questo tema trovi spazio nella scena pubblica in questa giornata.

L’8 marzo è un giorno di lotta.

Casomai l’otto tutto l’anno!