Goliarda Sapienza e la libertà

Questo brano è tratto da “L’arte della gioia” di Goliarda Sapienza.

Modesta, la protagonista del romanzo, è di certo uno dei personaggi più interessanti della letteratura del Novecento.

goliarda sapienza

“Aveva paura. Una paura nuova, sconosciuta. Nella chiana aveva temuto le ire della madre, l’indifferenza di Tuzzu. In convento aveva temuto di restare prigioniera e dopo, in quell’altro convento di seta, aveva avuto paura di Gaia, Argentovivo, di Beatrice stessa. Ecco che cosa era: non era mai stata sola in una casa vuota, libera di andare e venire a suo piacimento. Ecco cos’era quella paura che per poco aveva scambiato per nostalgia di Beatrice e perfino di Argentovivo. No, non lo rimpiangeva, rimpiangeva solo un modo di vita così a lungo impresso nelle sue emozioni, che non poteva mutare da un’ora all’altra. Doveva accettare quella paura, e pian piano abituarsi a quella solitudine che ormai, era chiaro, portava con sè la parola libertà. Per darsi una prova che quella solitudine era una ricchezza in confronto al vizio dell’abitudine, balzò dal letto e accese tutte le luci della stanza. Indossò una gonna, una camicetta, lo scialle”

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