#FreePussyRiot dal carcere, da Putin e dai fascisti

Nonostante le numerose manifestazioni di solidarietà arrivate in questi mesi alle Pussy Riot; oggi Nadezhda, Maria e Yekaterina sono state condannate a due anni di carcere, senza condizionale.

Il “reato” è quello di aver cantato una canzone il 21 febbraio nella Cattedrale di Mosca.

Le Pussy Riot con le loro azioni beffeggiano i poteri forti, sfidano la morale e sono libere nel pensiero e nelle azioni. Quello della cattedrale è forse il loro atto politico più chiaro. Con una sola azione hanno infatti manifestato contro Putin, incarnazione del potere (non solo) politico in Russia, e contro la Chiesa Ortodossa. Lo Stato e la Chiesa, i due centri del Potere patriarcale per eccellenza. Ma le Pussy Riot fanno ancor di più: rigettano di avere come interlocutori il potere temporale e religioso del Patriarcato e si rivolgano ad un’altra donna, come osserva Alessandra Pigliaru nel suo blog. E nella loro preghiera punk chiedevano alla Madonna di cacciare Putin e di diventare anche lei femminista. Continua a leggere

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