#apply194

Anche io condivido e rilancio questo post.

È accaduto ieri. Mentre i giudici della Consulta decidevano sulla legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge 194 sull’interruzione di gravidanza, erano a Roma, Napoli, Salerno, Bologna, L’Aquila, Mestre, Torino, Milano, Livorno, Reggio Calabria. Erano a Londra. Erano in rete: su Facebook, dove venivano condivise notizie e fotografie dai presidi. Erano su Twitter, dove lo hashtag #save194 veniva rilanciato continuamente fino all’annuncio: la Corte respinge il ricorso giudicando “manifestamente inammissibile” la questione di legittimità sollevata.

Erano le donne e gli uomini che ribadivano diritto di scelta. La sentenza ha dato loro ragione.

Tutto finito? No. Tutto comincia, e comincia adesso. Continua a leggere

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O aborto é um direito #apply194

L’ho già detto. Ma voglio ripeterlo.  Per la giornata internazionale della donna ho partecipato a un flash mob organizzato dalla Rete 8 marzo di Lisbona.

O aborto é um direito. Questo il nome del flash mob.

Ancora a distanza di mesi  rileggo il volantino. E più lo rileggo, più quelle parole le sento vicine. Vicine a me. Vicine a quelle di tante donne.

Proprio in questi giorni in Italia si sta parlando e scrivendo di aborto.

Quello che ora si chiede è che la Legge 194/78 venga applicata. E lo si chiede dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato «manifestamente inammissibile» la richiesta del giudice tutelare di Spoleto aveva richiesto la legittimità costituzionale dell’articolo 4 della legge n. 194.

Inammissibile. Mi piace! Perchè, oltre al parere giuridico, la parola inammissibile racchiude  lo sdegno che in tant@ abbiamo provato all’ennesimo attacco alla 194. Continua a leggere